La rivoluzione delle scarpe: concetti da schiarire e scoprire


La rivoluzione delle scarpe: concetti da chiarire e scoprire.
Di Alberto Mazzucchelli – il blog di Alberto Stretti

La World Athletics ha da poco più di 24 ore pubblicato il suo nuovo regolamento riguardante le calzature da usare in gara, in modo da apportare miglior chiarezza sulle novità agli atleti ed ai brand di scarpe da running. L’obbiettivo di questo articolo è riassumere gli eventi e studi che hanno portato all’attuazione di un nuovo regolamento sulle scarpe da usare in gara su strada ed in pista.

Maggio 2017, l’evento Breaking2 Nike Inc. introduce per la prima volta le Nike Vaporfly Elite. Questo prototipo di scarpa era più leggero delle sue equivalenti scarpe da gara road running; una suola composta dalla schiuma ZoomX per un miglior ritorno di energia elastica; una lamina in fibra di carbonio per migliorarne la stiffness nella fase di appoggio, con conseguente accumulo di energia, riducendone la deformazione della scarpa e restituendo in seguito l’energia accumulata sotto forma di energia elastica nella fase di spinta del piede. Nonostante Eliud Kipchoge non sia stato in grado di correre sotto le due ore in occasione del Breaking2, ha successivamente stabilito il nuovo record del mondo di maratona in 2:01:39 a Berlino indossando scarpe Nike. Ottobre 2019, Kipchoge è riuscito a correre la maratona sotto le due dore (1:59:40) durante l’evento INEOS1:59 Challenge indossando un nuovo prototipo Nike. Lo stesso weekend, Brigid Kosgei batte il record del mondo di Paula Radcliffe in occasione della maratona di Chicago in 2:14:04 indossando le Nike Vaporfly Next%. Questi monumentali risultati hanno dato vita a numerosissimi dibattiti sul web, tra i vari marchi ed all’interno della stessa World Athletics, pur sapendo che numerosi altri fattori influenzano la performance.

L’economia di corsa definisce il consumo d’ossigeno consumato durante la corsa ad una determinata velocità sub massimale ed è il fattore chiave della performance in lunghe distanze. L’economia di corsa varia considerevolmente tra i diversi atleti ed è influenzata da molteplici fattori, metabolici, cardiorespiratori, biomeccanici e neuromuscolari. Nonostante la potenza aerobica massima (VO₂max) e la sua percentuale di utilizzo sono anch’essi fattori chiave nella performance in corse di lunga distanza, corridori con una superiore economia di corsa a parità di consumo d’ossigeno massimale e soglia lattacida generalmente hanno prestazioni migliori rispetto ai propri colleghi. Dato il diretto legame tra economia di corsa e performance, elevate variazioni dell’economia di corsa attraverso le calzature sta diventando un’area di ricerca piuttosto attiva.

KR.Barnes e AE.Kilding (2018) hanno voluto determinare se, e come, le Nike Vaporfly4% migliorano l’economia di corsa comparandole alla chiodata Nike Matumbo 3 ed alle Adidas Adizero Adios 3 (scarpa da strada). Con atleti uomini da 32:00 e donne da 35:00 sui 10km, i test sono stati svolti ad intensità di poco inferiori al 80%VO₂max, è stato mostrato come le Nike Vaporfly4% migliorino l’economia di corsa del 2.6 ± 1.3% rispetto le Nike Matumbo 3, 4.2 ± 1.2% rispetto le Adidas Adios 3 e 2.9 ± 1.3% sempre con le Adios ma facendo il rapporto con il peso dei due modelli; miglioramenti grazie alle proprietà elastiche e di ritorno di energia elastica grazie alla compressione della suola.

I.Hunter e colleghi (2019) hanno questa volta comparato le Nike Vaporfly4% con le Adidas Adios Boost e le Nike Zoom Streak, mostrando come tra soggetti attivi, le Nike Vaporfly4% permettessero non solo il 2.8% di consumo d’ossigeno in meno (quindi miglior economia di corsa) rispetto gli altri due modelli considerati; ma anche variazioni nelle meccanica di corsa come la riduzione dei tempi di contatto del piede nella fase di appoggio al suolo.

In cosa differenziano le Nike Vaporfly4% rispetto alle scarpe presenti sul mercato? Una lamina in fibra di carbonio, un differente materiale della suola e lo spessore della suola stessa. La lamina in carbonio aumenta la rigidità della scarpa migliorandone l’economia di corsa dell’1% come mostrato in uno studio del 2006. Nonostante fosse già comune nelle scarpe chiodate degli sprinters, era invece inconsueto nelle scarpe da road running. La suola della scarpa è Pebax Foam, più leggera ed elastica. Se comparate le Nike Vaporfly 4% con altri modelli, Nike Zoom Streak “ritornano” il 66% dell’energia dalla fase di compressione, Adidas Adios Boost il 76% e le Vaporfly4% l’87% (I.Hunter e coll., 2019). Le Vaporfly hanno uno spessore di 31mm ed un peso di 184 grammi, mentre le Nike Zoom Streak 23mm per 181 grammi. Questo procura benefici energetici con l’aumento della mescola senza prendere peso.

Altri marchi come Hoka One One avevo messo sul mercato prodotti unici nel loro genere ma simili a ciò che Nike sta ora proponendo come le Hoka Conquest con uno spessore di ben 43mm a livello del tallone e di 37mm nell’avampiede; nonostante ciò, è stato mostrato come questa caratteristica possa migliorare la stiffness al momento dell’appoggio ed la forza esercitata alla spinta del piede, questo provoca un maggior impatto mettendo i soggetti a rischio infortunio (JP Kulmala e coll., 2018) e non necessariamente ad una miglior economia di corsa (M.Mercer e coll., 2018). Il miglioramento della stiffness, tramite la variazione della rigidità torsionale della scarpa, porta il runner a variare i tempi di contatto, frequenza e lunghezza della falcata a seconda della velocità e rigidità della scarpa: maggior è la velocità, più gli atleti preferivano una scarpa rigida (E.Day, M.Hahn 2019).

Il marchio Brooks in occasione della maratona di Boston del 2018 ha consegnato alla sua miglior atleta D.Linden (vincitrice poi della gara in condizioni meteo proibitive) le Hyperion Elite, prototipo con tessuto superiore più leggere ed estremamente fine per una miglior permeabilità dall’acqua. Sotto la fibra di carbonio di 1mm, la suola “DNA Zero” di proprietà Brooks che permette di avere suola estremamente fine ed una scarpa leggera. In seguito un secondo prototipo è stato concepito: Hyperion Tempo, secondo l’atleta un modello più da allenamento grazie alla suola “DNA Flash” più stabile e duratura.


Altri prototipi di altri marchi sono stati poi realizzati: Hoka One One (Carbon X) e Saucony (Endorphin Pro). Da maggio però ogni brand dovrà rispettare determinati prerequisiti:
● Suola non più spessa di 40mm
● Non più di una lamina (di qualsiasi materiale) che percorra l’intera scarpa o una/più parti posta però sullo stesso piano.
● Per le chiodate la suola non deve superare di 30mm di spessore

E Adesso cosa succedera’ sul mercato? Fino al 30 Aprile tutto sara’ ancora libero ma quei produttori che vorranno vedere le loro scarpe indossate dagli elite alle Olimpiadi, dovranno metterle in commercio in tempi brevi per poter adempiere alla norma temporale retroattiva: la calzatura dovra’ essere in commercio accessibile a tutti da almeno 4 mesi per esserne concesso l’uso.
Tutti parlano di un ban per le cosidette “AlphaFly “ di Nike ma si puo’ notare come ufficialmente nessuno sia in possesso di dati certi sulla scarpa sopracitata o rilasciati dalla casa madre americana.
Un mercato regolamentato dove tutti i concorrenti commerciali possano competere e’ il benvenuto,vedremo quindi come ogni brand sviluppera’ il suo prodotto. Piace che il prodotto anche piu’ evoluto possa essere disponibile per tutti i runners. 
Rimaniamo infine del parere che sia ancora l’atleta e le sue gambe a fare la differenza e non la scarpa.

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